CREIAMO LA SMART LAND

 

Perchè si parla di Smart Cities e non di Smart Land?

Smart City è una parola nata negli anni '80 e '90 legata al concetto espresso dai film di fantascienza USA di quegli anni, che mostravano come le megalopoli di acciaio e tecnologia riempivano ogni spazio possibile e le persone vivevano in un “formicaio tecnologico”. In questa idea futuristica la società viveva con un modello lineare non sostenibile, legato ancora al paradigma "produci - usa - getta".

Il modello di Smart City non è applicabile, perché porta ad isolare i contesti urbani invece di collegarli in una rete territoriale. Non si è innovativi introducendo un po’ di tecnologia qua e là per modernizzare il nostro “piccolo mondo antico”, solo per poterlo definire “piccolo mondo moderno”. Bisogna considerare che il nostro territorio è costituito da centri abitati con diverse densità che cambiano sia da nord a sud, sia da est ad ovest, e che ad oggi hanno delle differenze strutturali e, talvolta anche culturali, abissali.

Il concetto di Smart Land

Partendo dalla geografia del territorio italiano si comprende subito come l’idea di Smart City non possa esistere, ma sia più logico parlare di Smart Land. Questo concetto porta gli attori principali: pubbliche amministrazioni, cittadini, imprese a ragionare in ottica di sistema territorio (land). Formare una Smart Land porta ad ampliare la visione d’insieme e rende possibile pensare in ottica di sostenibilità a 360 gradi.

Oggi il digitale pervade ogni campo ed è utile sfruttarlo per creare relazioni, processi e sistemi necessari al funzionamento di un territorio in ottica smart. Ricordiamoci però che non è la tecnologia al centro dello Smart Land, sono le persone i principali attori di questi luoghi, come cittadini, turisti, lavoratori ecc. La seguente presentazione spiega il concetto in modo dettagliato.

 

Progetti Realizzati

Qu X Qu